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Come The L Word ha cambiato per sempre la televisione

Il seguente articolo è stato scritto da Trish Bendix per NBC News.

Qui la versione integrale in inglese: How The L Word Changed Lesbian Television Forever


The L Word

Quando, nel 2004, Showtime trasmise per la prima volta The L Word, le lesbiche in televisione si contavano sulle dita di una mano e molte di loro erano isolate, in un mare di eteresessuali. All’epoca erano passati solo 8 anni dal coming out di Ellen DeGeneres nella sua sitcom. Quest’ultima fu cancellata la stagione successiva.

Il progresso era ancora lento. La serie britannica Bad Girls incentrata sulla vita delle detenute di un carcere femminile non era ancora sbarcata in America e Xena: Principessa Guerriera si manteneva sul non detto, sul sottinteso. Le storie queer esplicite avevano vita breve (Once and Again, The O.C.) o finivano in modo tragico (E.R.); gran parte delle volte erano relegate ad episodi speciali e venivano trattate con leggerezza.

L’arrivo di una serie tv dedicata interamente alle storie non di una o due, ma di sei donne lesbiche e bisessuali protagoniste non poteva che essere una rivoluzione. Gli uomini gay avevano Queer as Folk e Will & Grace; con The L Word, anche le donne si trovarono improvvisamente rappresentate nella cultura pop di massa.

Realizzata, scritta e prevalentemente diretta da donne, The L Word è stata una serie di successo durata per sei stagioni. Storylines sul Don’t Ask Don’t Tell, sull’adozione da parte di coppie omosessuali, l’omogenitorialità, il coming out, l’identità di genere arrivarono sullo schermo. Queste storie divennero talmente importanti da tenere incollate le telespettatrici, indipendentemente dalla loro opinione sulla qualità della serie.

Marissa e Alex (The O.C.)

Indubbiamente vi erano elementi discutibili, ma The L Word forniva comunque una rappresentazione di noi, qualcosa in cui ci si poteva riconoscere. In un certo senso, il telefilm ha portato unione: non solo le lesbiche volevano guardarlo, ma avevano voglia anche di parlarne con altre donne omosessuali.

L’ultima stagione venne trasmessa nel 2009. Da allora pochi altri show hanno tentato di ripetere l’esperimento. Dal 2010 al 2012, BBC Three mandò in onda Lip Service, serie tv su un gruppo di donne gay a Glasgow; fu cancellata dopo dodici episodi. Circa in quel periodo su Showtime fece il suo debutto The Real L Word, una sorta di spin-off del telefilm in versione reality. Non ebbe lo stesso successo dell’originale.

Lip Service

Negli ultimi anni, serie tv basate su una narrazione corale come Orange is the New Black e Transparent hanno incluso diverse donne LGBTQ. Simultaneamente il pubblico etero ha dimostrato di poter avere interesse per questo tipo di personaggi, così diverse da loro. Queste produzioni, però, sono limitate all’inclusione di persone queer e non si basano strettamente sulla loro vita.

Ciò che ha fatto The L Word è stato così importante da essere di ispirazione a molte donne queer. Vedere un gruppo di donne lesbiche e bisex riunirsi, ognuna delle quali con una carriera e/o in grado di mantenere relazioni importanti e durature con partner ed amici, ha costituito per l’intera comunità un messaggio: non siete sole. Da qualche parte nel mondo ci sono donne che amano altre donne, e possono avere successo.

Orange is the New Black

Dal momento che nessuno è riuscito a replicare l’esperienza The L Word, Showtime ha deciso che è tempo di riportarlo in vita. Qualche giorno fa è stato annunciato ufficialmente il ritorno del telefilm; Ilene Chaiken, ideatrice e produttrice, chiamerà un nuovo showrunner che curi la rinascita del brand. L’idea è di introdurre personaggi nuovi creando una sensazione di continuità attraverso apparizioni occasionali di Bette (Jennifer Beals), Alice (Leisha Hailey) e Shane (Kate Moennig).

A festeggiare la notizia non ci sono solo le “vecchie” fan della serie; insieme a loro le autrici, le attrici e in generale le lavoratrici LGBTQ dell’industria televisiva, che finalmente avranno la possibilità di presentare progetti solitamente relegati al margine – perché in qualche modo le lesbiche restano un pubblico poco considerato, nonostante negli anni la loro presenza abbia lasciato il segno con le fandom di Glee, Pretty Little Liars, Wynonna Earp per citarne alcuni.

Nell’epoca post-The L Word esistono in televisione molte più donne LGBTQ di quante non ce siano mai state. Nel periodo 2009-2010, solo 23 personaggi ricorrenti erano donne lesbiche o bisex; nella stagione 2016-2017 quel numero è salito a 92.

Un passo in avanti, indubbiamente, ma è anche vero che gli uomini gay hanno avuto e continuano ad avere interi show a loro dedicati (Looking, Noah’s Arc, Fire Island), mentre le lesbiche sono ancora alla ricerca. Vedere donne omosessuali tra le mura di una prigione non è la stessa cosa, e l’ordinaria quotidianità ci è mancata.