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Brasile, t-shirt omofobe per i mondiali di calcio 2014

Inizia l’attesa per la World Cup che quest’anno si terrà in Brasile sotto la pressione delle tante contestazioni sociali e manifestazioni del popolo afflitto da povertà e stenti. Tra una protesta e l’altra, si sa, il Paese guidato dalla Presidente Dilma Rousseff trova sempre modo e denaro per dilettarsi con le risate e lo sport nazionale.

c ronaldo is gay shirt

“C. Ronaldo è gay” di Sergio K

In occasione dell’evento sportivo, nelle scorse settimane sono apparse sul mercato delle t-shirt che mostrano le divertenti scritte “Maradona frocio” e “C. Ronaldo è gay“. Se il solo fatto di essere in vendita turba qualsiasi individuo dotato di buon senso, sappiate che tali magliette sono andate a ruba, molto gradite dai tifosi brasiliani che pur di averne una hanno sborsato l’equivalente di 61 euro.

A mettere in commercio le discusse t-shirt è stato il rivenditore di abbigliamento Sergio K, il quale ha inoltre ottenuto una notevole visibilità proprio in seguito alla pubblicazione della notizia in tutto il mondo, dove però veniva raccontata con toni negativi.

Secondo il titolare del negozio, Sergio Kamalakian, le maglie in questione non sono per niente omofobiche, solo irriverenti:

Per me non è omofobico, l’omofobia è un’altra storia. Le t-shirt non dicono di aggredirli, non invitano alla violenza.

Nonostante la “non-omofobia”, i siti web AAVAZ e All Out hanno lanciato una petizione contro la vendita del prodotto:

Queste maglie usano l’omosessualità come se fosse un insulto, un attacco, un modo per rendere ridicole le persone. Nella pagina Facebook del designer Sergio K, un post rende chiaro l’obiettivo delle t-shirt: “Che ne dite di attaccare gli argentini con frasi provocatorie impresse su una maglietta che mette in dubbio la virilità di Maradona?”

No, essere gay non vuol dire essere “meno uomo”, e l’omosessualità non dovrebbe essere utilizzata contro qualcuno come una “provocazione”. No, noi non possiamo tollerare qualcosa solo perché considerata normale. Una t-shirt razzista che offende giocatori degli altri Paesi sarebbe inaccettabile, ed è totalmente inaccettabile anche una maglietta omofobica.

Come scritto prima, la suddetta petizione non ha dato i frutti sperati e tutte le 120 maglie prodotte sono state vendute nella fase di  prenotazione, ancor prima di vedere la luce.