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Scozia e nozze gay, Chiesa cattolica verso la sconfitta

Il leader della Chiesa cattolica scozzese lancia un nuovo attacco nell’ambito della sua ‘guerra’ contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il cardinale Keith O’Brien aveva già chiesto l’indizione di un referendum in sostituzione del voto parlamentare che presto potrebbe verificarsi, ma il Governo guidato da Alex Salmond ha negato tale possibilità dopo un’attenta analisi da parte dei ministri.

Non soddisfatto dalla reazione, O’Brien continua ad insistere sulla necessità di una consultazione popolare in quanto tali unioni andrebbero a creare «serie implicazioni per la libertà di fede e di espressione» e «in una libera società dovrebbe essere paragonato ad ogni altro tema costituzionale». Insomma, per il cardinale l’argomento delle nozze gay dovrebbe essere importante quanto un referendum sull’indipendenza della Scozia.

Di fronte alle asserzioni di O’Brien che scomodano i diritti umani, Salmond ha deciso di formare un comitato apposito presieduto dal ministro Nicola Sturgeon con lo scopo della salvaguardia della «libertà religiosa e di espressione». Incassato il colpo, il capo della Chiesa cattolica scozzese ha dovuto riconoscere come l’Esecutivo abbia preso atto delle opinioni diverse.

Il direttore di Stonewall Scotland Colin MacFarlane ha replicato in questo modo:

I crescenti attacchi disperati del cardinale O’Brien suggeriscono la sua consapevolezza di aver perso il dibattito. Non c’è bisogno di un referendum, ma abbiamo bisogno di uguaglianza per tutti gli scozzesi.

Oltre all’appoggio dei vari gruppi LGBT, il Governo gode del sostegno da parte di molte associazioni religiose, come la Faith in Marriage, costituita da politici credenti per protestare contro il divieto al matrimonio tra omosessuali.

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