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Scoprono che è trans: KFC la licenzia dopo un’ora

AGGIORNAMENTO: l’azienda si è scusata con la donna offrendole nuovamente l’impiego che si era vista sottrarre. Inoltre il manager coinvolto nella vicenda è stato licenziato.


KFC è una delle più popolari catene di fast food negli Stati Uniti, nonché principale concorrente di Chick-fil-A, l’azienda che quattro anni fa scatenò un acceso dibattito mediatico a causa delle sue cospicue donazioni in favore di associazioni anti-LGBT.

kfcIn questo quadro KFC intervenne per dire la sua, schierandosi apertamente dalla parte delle persone LGBTQ e dei loro diritti, tuttavia la recente decisione di una delle sue filiari di licenziare in tronco una dipendente transessuale potrebbe mettere in dubbio le reali posizioni del fast food noto in tutto il mondo per il suo pollo fritto.

L’episodio si è verificato in Virginia, dove una donna trans è stata chiamata in uno dei punti vendita dell’area per poi essere licenziata dopo appena un’ora dall’assunzione. A causare la decisione del manager non è stata l’inadeguatezza o comportamenti errati dell’impiegata, bensì l’aver scoperto che la donna risultava all’anagrafe un uomo.

Georgia Carter, 27 anni, ha raccontato la pessima esperienza alle telecamere di ABC13, spiegando di essere stata assunta senza alcun problema o condizione in seguito ad un colloquio di lavoro:

Il manager mi ha detto: «Il lavoro è tuo. Inizierai con $7.50 all’ora, domani inizierai con la formazione informatica.

Entusiasta all’idea di tornare al lavoro dopo un lungo periodo di inattività, la donna ha preso in mano il telefono per informare famiglia e amici – contenta di essere «nuovamente un membro attivo della società».

Lo stato di felicità è stato tuttavia estremamente breve, perché dopo quasi un’ora Carter ha ricevuto la telefonata del manager di KFC, il quale le comunicava la rettifica della sua assunzione: «La tua carta d’identità dice che sei un uomo. Non possiamo assumerti perché non sappiamo quale bagno farti usare».

Interrogato dai giornalisti, il manager sostiene di non aver mai assunto ufficialmente la donna, di averla sottoposta solo ad un colloquio e che, in ogni caso, nel momento in cui i suoi documenti di identità diranno che è di sesso femminile, allora sarà possibile prendere in considerazione la sua candidatura.

I responsabili della comunicazione KFC hanno preferito non commentare la vicenda.

Alla notizia può aggiungersi un recente studio condotto dagli studenti della New York University, secondo il quale le donne percepite come omosessuali dai datori di lavoro avrebbero il 30% di possibilità in meno di essere chiamate per un colloquio in seguito alla selezione dei curriculum.