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Romania, il Presidente Iohannis contro la discriminazione LGBT

Il Presidente rumeno contro la discriminazione anti-gay

Il Presidente della Romania Klaus Iohannis prende la parola nel dibattito che da qualche tempo anima la politica nazionale, poi seguito a ruota dal Primo Ministro Dacian Cioloș – del quale sembra non condividere l’opinione nonostante la comune provenienza dall’area conservatrice.

Klaus Iohannis

Klaus Iohannis

Nel discorso tenuto mercoledì scorso, Iohannis invoca accoglienza e tolleranza nei confronti delle minoranze e in particolare delle persone LGBT:

È importante ribadire in cosa credo: nel ritorno alla tolleranza e all’accettazione dei propri simili.

Diverso è il tono del Primo Ministro Cioloș che, al contrario, conferma il suo sostegno rispetto alla cosiddetta famiglia tradizionale.

Il rischio del referendum

Le più alte cariche della Romania si sono espresse in seguito all’adesione di oltre 3 milioni di persone alla petizione promossa da varie associazioni di stampo religioso riunite nel comitato Coalition for Family. Il documento ampiamente sottoscritto arriverà presto in Parlamento per sostenere l’indizione di un referendum con lo scopo di bloccare l’eventuale approvazione futura dei diritti civili per le coppie omosessuali.

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Manifestazione anti-gay in Romania

Le parole del Presidente rumeno sono state accolte con entusiasmo dalle organizzazioni LGBTQ del paese, come spiega il portavoce di MozaiQ Vlad Viski:

I commenti di Klaus Iohannis sono inediti in un paese come la Romania. Per la prima volta un importante esponente delle istituzioni afferma apertamente il proprio supporto in favore della diversità.

Tuttavia le dichiarazioni del Primo Ministro Dacian Cioloș dimostrano quanto ancora sia difficile la vita per la comunità LGBTI rumena.

In effetti, a conferma di quest’ultima asserzione, vi è la fredda accoglienza del discorso di Iohannis da parte dei media e più in generale della popolazione.

In pericolo anche i diritti delle donne

Bandiere rainbow di fronte al Parlamento rumeno

Bandiere rainbow di fronte al Parlamento rumeno

Un eventuale successo dell’azione di Coalition for Family – avvertono i sostenitori dei diritti civili in Romania – risulterebbe in una rapida ascesa del movimento anche rispetto a temi quali aborto, contraccezione ed educazione sessuale nelle scuole.

Attualmente nel paese sono in vigore norme contro la discriminazione delle persone omosessuali, nonostante ciò il Parlamento e l’opinione pubblica continuano a mostrarsi piuttosto scettici nei confronti delle unioni civili e del matrimonio tra persone dello stesso sesso – mentre sempre più pressanti si fanno le richieste dell’Unione Europea, della quale la Romania è parte dal 2007.