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Rimuove slogan “ex-gay”, indagato il sindaco di Londra

L’organizzazione cristiana Core Issues Trust (CIT) continua la sua battaglia contro il sindaco di Londra Boris Johnson. Nel 2012, l’esponente del Conservative Party britannico ordinò la rimozione di una campagna dello stesso gruppo dai mezzi di trasporto pubblico.

Boris Johnson

Boris Johnson

In risposta all’iniziativa di Stonewall contro la discriminazione di natura omofobica, il CIT decise infatti di servirsi della stessa strategia e delle medesime modalità per pubblicare sugli autobus della Transport for London (TfL) la scritta NOT GAY. EX-GAY AND PROUD! (in italiano, “Non gay, ex-gay ed orgoglioso). Per la cronaca, il Core Issues Trust si occupa della cosiddetta terapia riparativa, una fantomatica cura per convertire gli omosessuali ampiamente screditata anche dalle principali associazioni di medici cristiani britannici.

Alla comparsa del suddetto slogan, il sindaco Johnson – che da lì a poco si sarebbe sottoposto nuovamente al giudizio dei cittadini in occasione delle nuove elezioni – nel giro di poche ore chiamò i dirigenti della TfL per chiederne la rimozione.

A questo punto il gruppo cristiano decide di fare ricorso all’autorità giudiziaria contestando l’azione del sindaco. Richiesta accolta la scorsa settimana dalla Corte d’Appello, la quale ritiene opportuna un’indagine per accertarsi di un eventuale «uso improprio» delle sue facoltà in vista delle elezioni, dunque a scopo elettorale.

Come ogni mese, Boris Johnson è stato intervistato nel corso del programma Ask Boris dell’emittente radiofonica LBC 97.3, dove non potevano mancare le domande sulla vicenda – risposte dal sindaco di Londra senza esitazione e sicuro delle decisioni intraprese in quelle calde ore, durante le quali – spiega – l’ente che gestisce il trasporto pubblico ha ricevuto numerose telefone ed e-mail di contestazione per la presenza di quelle scritte.

L’ho fatto. Decisi che quegli slogan dovessero essere eliminati dagli autobus perché totalmente offensivi. Era una sera, credo, della primavera 2012. Le linee telefoniche della TfL erano intasate, così decisero di rimuovere immediatamente le scritte.

Incalzato da ulteriori domande, Johnson replica:

Siamo chiari. Non credo fosse giusto per una città come Londra avere scritte omofobiche sugli autobus. Non volevo autobus omofobi e l’ho detto molto chiaramente alla Transport for London.

Intanto il sindaco – poi riconfermato alle elezioni di Londra – dovrà rispondere anche della discutibile modalità di comunicazione adottata in quell’occasione: dopo aver chiamato la TfL, il conservatore ritenne opportuno avvisare degli avvenimenti chiamando direttamente la redazione del quotidiano The Guardian e non attraverso un comunicato stampa.