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Regnerus: «Il mio studio ha dei limiti ma il giudice è fazioso»

È proprio un brutto periodo per Mark Regnerus. Il docente della University of Texas è finito su tutti i giornali nel 2012 dopo aver pubblicato uno studio che sentenziava sulle scarse capacità genitoriali delle coppie omosessuali.

Mark Regnerus

Mark Regnerus

Riassumendo in breve, la ricerca è stata immediatamente screditata a destra e a manca, in primo luogo perché il metodo utilizzato per condurla mancava di ogni fondamento scientifico e statistico, inoltre vi era un evidente conflitto di interessi riguardante i suoi finanziatori (ma questo aspetto passa perfino in secondo piano).

Lo scorso mese gli ultimi colpi all’opera del professore: prima dalla University of Texas (dove Regnerus insegna) che ha preso ufficialmente le distanze dallo studio, poi dal giudice della Corte del Michigan che lo ha ascoltato in qualità di esperto nell’ambito di un processo sui diritti di una coppia lesbica con figli.

Da quel momento il sociologo è scomparso dalla vita pubblica e solo negli ultimi giorni è tornato a far sentire la sua voce su LifeSiteNews, un sito web fondato da organizzazioni anti-aborto/anti-gay/anti-[inserire qui un sostantivo qualsiasi]:

Francamente non capisco il motivo per cui il giudice abbia deciso di superare una discussione sulle preoccupazioni concrete che la nostra ricerca ha sollevato. Prendere in considerazione problemi riguardanti gli standard metodologici in materia non è ben visto, a meno che non sia chiara la tua vicinanza agli obiettivi politici del movimento per il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il mio studio ha riscontrato numerosi esiti subottimali delle esperienze vissute da chi ha riportato una relazione omosessuale dei genitori. Come molti altri studi, ha dei limiti ma ci può dire molto.

Regnerus conclude affermando che il giudice preposto al caso sopra citato pecca di faziosità… oppure di logica? L’enorme falla della ricerca è emersa ad una prima lettura del criterio adottato per classificare gli individui, che ha in pratica introdotto cani e porci nella categoria dei soggetti con genitori omosessuali.

L’analisi di Regnerus è sostanzialmente infondata rispetto al tema dell’omogenitorialità e a dirlo è perfino l’ateneo che ospita le sue lezioni e ricerche. Del resto – come afferma lo stesso sociologo – «lo studio ha dei limiti»; a tal proposito è bene ricordare un’altra sua dichiarazione risalente a cinque mesi dopo la pubblicazione della ricerca:

Non ho chiesto agli intervistati se pensavano alla madre come ad una lesbica o al padre come ad un gay.