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Pennsylvania, i matrimoni gay portano soldi e occupazione

Le coppie omosessuali e gli attivisti LGBTI del Pennsylvania possono finalmente festeggiare la fine del divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso in vigore dal 1996 ma dichiarato incostituzionale dal giudice della Corte federale nell’ambito di un processo avviato da una vedova, undici coppie gay e lesbiche e dalla figlia di una di queste.

Gli attivisti celebrano la sentenza

Gli attivisti celebrano la sentenza

Secondo alcuni analisti, la sentenza emessa da John E. Jones III contribuirà nei prossimi anni a risollevare l’economia locale dato che l’implicita approvazione delle nozze tra omosessuali frutterà alle casse di pubblico e privato circa 92 milioni di dollari in più rispetto all’andamento medio attuale.

Ad affermarlo sono i ricercatori del Williams Institute, ramo della University of California, Los Angeles (UCLA) che da anni dedica la propria attenzione agli effetti del progresso in campo di diritti LGBTI. Nei primi tre anni l’istituto prevede il matrimonio di circa 11.000 coppie, le quali porteranno nelle casse delle aziende una somma tra i 65 ed i 92.1 milioni di dollari, con un’enorme incremento da registrare soprattutto durante il primo anno di riconoscimento delle nozze.

Denaro che andrà a beneficio non solo delle aziende e dei privati; anche per lo Stato si stima infatti un incremento di entrate provenienti dalle tasse fino a 5.8 milioni. Altro dato interessante riguarda l’occupazione. L’aumento delle cerimonie e delle celebrazioni potrebbe generare dagli 812 ai 1.142 posti di lavoro full e part time.

Inoltre c’è da aggiungere che nelle suddette previsioni sono considerati esclusivamente i dati di spesa delle coppie residenti in Pennsylvania, ciò vuol dire che ulteriori entrate arriveranno dalle coppie provenienti dagli Stati vicini che non permettono loro di convolare a nozze.