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PD, Scalfarotto pubblica l’ordine del giorno ignorato

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Ivan Scalfarotto del Partito Democratico ha pubblicato ieri sul suo blog ufficiale il testo integrale dell’ordine del giorno presentato nel corso dell’assemblea nazionale tenutasi a Roma il 14 luglio. Il documento è stato avanzato in seguito all’approvazione da parte dei membri del PD di un programma non recante obiettivi politici in favore delle coppie omosessuali.

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Il documento adottato dalla Commissione Diritti del Partito Democratico rappresenta un contributo valido e alto, in termini di metodo e di contenuto, per consentire al nostro Partito l’elaborazione di una posizione condivisa su temi cruciali per la vita dei nostri concittadini.

Il risultato dell’ampia discussione svolta all’interno della Commissione non consente nella sede assembleare un puntuale confronto su singoli punti del documento. Riteniamo tuttavia di esprimere la nostra posizione su un tema particolare che rappresenta in questo momento forse l’unica questione sulla quale riteniamo necessario richiedere al nostro Partito una posizione netta e definita, in dissonanza col testo elaborato dalla Commissione che esclude il matrimonio per le coppie gay e lesbiche in Italia.

La nostra opinione è che la soluzione adottata nell’ambito della Commissione sul tema delle unioni omosessuali non tenga infatti conto né della migliore e più moderna elaborazione giuridica in materia, né delle questioni sollevate in materia dalle istituzioni e dalle fonti normative europee, né delle più recenti evoluzioni della questione nel resto del mondo occidentale.

Non vediamo pertanto ragioni per cui il Partito Democratico non dovrebbe schierarsi con chiarezza per l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali.

Infatti:

1. Non ci sono ragioni giuridiche. La Corte Costituzionale nella sua sentenza 138/2010 ha affermato di non poter estendere con una propria sentenza il diritto al matrimonio alle coppie gay e lesbiche ma non ha mai affermato che non possa farlo il legislatore.

2. Non ci sono ragioni politiche. La famiglia dei Partiti Socialisti e Democratici europei è su questa posizione, come ha di recente confermato la decisione del Presidente Hollande di onorare la sua promessa elettorale con l’introduzione del matrimonio per le coppie omosessuali già nel 2013. E vale la pena citare in questa sede la posizione espressa dal Presidente Obama in favore del matrimonio gay.

3. Non possono esserci, infine, ragioni morali che individuino nelle coppie omosessuali unioni di seconda categoria, cui riservare istituti di seconda categoria. Sostenere che le coppie omosessuali sono “intrinsecamente instabili” rappresenta un giudizio di valore apodittico che offende i sentimenti e il progetto di vita di una moltitudine di nostri concittadini.

L’unica soluzione che il Partito Democratico può legittimamente sostenere per le coppie omosessuali è l’uguaglianza che è dovuta a ciascun cittadino e a ciascuna famiglia secondo lo spirito e la lettera della nostra Carta Fondamentale.

Nessun istituto “minore” aperto a coppie etero e gay potrebbe realizzare questa condizione di uguaglianza se poi alle sole coppie eterosessuali è data la possibilità di accedere al matrimonio.

Per questi motivi chiediamo che il Partito Democratico adotti nel programma elettorale per le prossime elezioni politiche la proposta di estendere il matrimonio civile alle coppie omosessuali.

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Si noti il riferimento ai partiti moderati dell’area democratica che operano in Europa occidentale e negli Stati Uniti, i quali adottano una posizione chiara in favore del riconoscimento delle coppie omosessuali. La seguente mappa indica la legislazione dei Paesi europei (o l’assenza di essa) in tema di unioni tra persone dello stesso sesso.

Immagini da Wikipedia

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