Mariela Castro rifiuta di scusarsi con la comunità gay

La figlia dell’attuale presidente cubano si è rifiutata di porgere delle scuse alla comunità omosessuale per le persecuzioni subìte durante i primi decenni del regime, spiegando che si trattarebbe solo di ipocrisia.

Mariela Castro, figlia di Raùl, si è definita una “dissidente rivoluzionaria” nel corso di una conferenza sui diritti gay presso la biblioteca pubblica di New York. Nell’intervento tenutosi nel centro di Manhattan, la Castro ha lasciato intendere che l’isola si stia avvicinando sempre di più alla promozione dei diritti civili.

Quando le è stato chiesto da uno degli assistenti di scusarsi per la repressione nei confronti degli omosessuali praticata dal regime dello zio Fidel Castro, la rappresentante cubana ha deciso di respingere l’invito utilizzando le seguenti parole:

La richiesta di perdono adesso sarebbe un esercizio di ipocrisia. Non cambierà il passato.

Alla fine della conferenza, la Castro ha dovuto affrontare un gruppo di protesta che si era riunito fuori dall’edificio, dove un manifestante ha mostrato uno striscione con la scritta «52 anni della dinastia Castro, 52 anni di corruzione».

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