Malesia, sponsor del Governo per un musical anti-gay

asmara songsangDa qualche tempo la Malesia vive una “questione gay” che, tra gli episodi più bizzarri, ha visto il leader politico Anwar Ibrahim querelare per diffamazione un giornale che avrebbe alterato una sua dichiarazione al fine di “accusarlo” di appoggio nei confronti dei diritti LGBTQ.

Mentre i Paesi occidentali (meno l’Italia) si preparano al riconoscimento dell’uguaglianza tra cittadini, la politica malese è impegnata nella gara per incoronare l’omofobo del secolo. Così, il governo guidato da Najib Tun Razak (non che gli altri schieramenti siano da meno) sta sponsorizzando un musical teatrale che ha l’obiettivo di insegnare ai giovani i «pericoli dell’essere omosessuale».

Asmara Songsang (in italiano Desiderio Anormale) segue le vite di alcuni membri di una gang – rigorosamente gay – che fanno uso di droghe, organizzano feste spinte e hanno una propensione naturale ai rapporti occasionali. I loro vicini – musulmani timorati – tentano in tutti modi di riportarli sulla retta via, rimanendo però vittime dell’invincibile male. Lo spettacolo termina con un monologo sui pericoli dell’omosessualità, dopo il quale l’intero cast entra in scena con la bandiera malese intonando una canzone in onore dell’unità nazionale.

Lo sceneggiatore-regista Rahman Adam, 73 anni, afferma che l’obiettivo di Asmara Songsang è di mettere in guardia i giovani e le loro famiglie dai mali del mondo LGBT:

Oggi in Malesia si leggono troppe cose sugli LGBT… perché entrano nelle scuole e influenzano i bambini. I giovani hanno bisogno di riconoscere che l’uomo è fatto per la donna e la donna per l’uomo. Potranno avviarsi all’omosessualità e, nonostante in Malesia al momento non sia un problema serio, abbiamo il dovere di agire, di fare qualcosa, di dire qualcosa, di dire che è un male e che non va seguito.

La blogger malese Alia Ali definisce il musical «pura propaganda» che, oltre ad essere bigotto, è anche scadente riguardo i suoi contenuti:

Anche se non fosse propaganda, ci sarebbero diverse questioni discutibili: secondo la sceneggiatura, tutte le persone non eterosessuali sembrano appartenere ad un club. Lo status di membro è definito dalla scelta che si compie: si può essere L, G, B o T. Ogni contatto con quel che è eterosessuale non esiste, infatti la gang combatte per tenere lontani i membri dalle proprie famiglie. Dal momento che sono immorali o “non normali”, ovviamente bevono senza limiti, prendono droghe e si scambiano effusioni in pubblico. Si attivano per reclutare nuovi membri e convertono gli eterosessuali in omosessuali.

A parlarne è anche The Guardian, che fa notare la presenza nel cast del musical di alcune delle più grandi star televisive del Paese. Lo spettacolo, anche grazie al favore del governo, sta ottenendo un grande successo ed è stato già replicato presso il teatro nazionale di Kuala Lumpur, nelle scuole ed università pubbliche di tutto il territorio.

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