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L’autore di Freeheld contro la normalizzazione dei personaggi queer

L’autore della sceneggiatura di Freeheld ha pronunciato una dura critica contro la rappresentazione di personaggi LGBT nelle produzioni mainstream. Nel corso dei Vanguard Awards – dove è stato premiato per aver scritto film come Philadelphia e Soldier’s GirlRon Nyswaner ha espresso la sua profonda frustrazione nei confronti della tendenza di Hollywood di “normalizzare” le vite di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali nei propri film e serie televisive.

Dobbiamo proteggere la nostra storia e la nostra cultura. Dobbiamo ricordarci, nel diventare “mainstream”, di essere i discendenti di persone fuorilegge e di ribelli. Dobbiamo resistere alla tendenza di essere “de-gayzzati”.

Freeheld

Freeheld

Nonostante abbia evitato di nominare esplicitamente Freeheld, Nyswaner ha rivelato che uno dei suoi più recenti progetti ha subìto cambiamenti da parte di produttori preoccupati dalla «troppa omosessualità» dei personaggi. Il risultato – continua l’autore – è stato una versione deludente del suo film.

Uno dei miei recenti progetti a tema gay aveva un enorme potenziale ma i produttori sono andati in panico e i personaggi gay sono stati idealizzati, i loro spigoli limati e il conflitto tra di loro è stato reso più morbido.

Nonostante le mie ferme obiezioni, i personaggi principali hanno subito una trasformazione in lesbiche con la l minuscola, per evitare il pericolo che qualcuno possa pensare ad un film su una coppia di lesbiche. A causa della paura, sono state normalizzate.

Il soggetto di Freeheld – uscito recentemente nelle sale – è ispirato alla storia vera di Laurel Hester (Julianne Moore), una agente di polizia del New Jersey che, dopo aver saputo della sua imminente morte a causa di un tumore, decide di battersi affinché lo stato riconosca alla sua compagna Stacie Andree (Ellen Page) il diritto alla pensione del partner.

Dobbiamo ricordare ed insistere nell’onorare la nostra storia e cultura gay. Siamo gli eredi di una cultura nata dal dolore e dalla difficoltà dell’essere diversi. È da quella differenza che abbiamo creato una potente comunità in grado di cambiare il mondo.

Dobbiamo riconoscere quel potere, il potere della diversità. Non dobbiamo essere normalizzati per ottenere i nostri diritti. E non dobbiamo essere normalizzati per essere protagonisti di un film o di una serie tv. Possiamo ancora essere froci e lesbiche (“fags and dykes” nella versione originale del discorso, nda).