Paola Binetti (quella del cilicio) dice che i gay sono deviati

Paola Binetti
Paola Binetti (Area Popolare, ex PD, UdC, SC, Per l’Italia)

Nella puntata di ieri del talk show L’aria che tira, in onda ogni mattina su La7, era ospite la parlamentare dell’UDC nonché ex del Partito Democratico Paola Binetti. La signora, ormai ben nota agli omosessuali che seguono le vicende politiche, ha affermato per l’ennesima volta che i gay hanno una «devianza della personalità». A risponderla egregiamente vi era il giornalista omosessuale Tommaso Cerno, che tuttavia non ha raccontanto al pubblico televisivo da quale essere ambiguo provenivano le accuse di devianza.

Paola Binetti è una numeraria dell’Opus Dei. Sarebbe opportuno leggere le pratiche oscene – confessate da ex membri riusciti a svincolarsi con non poca fatica – che ogni giorno si ripetono con una meticolosità patologica all’interno delle residenze di tale organizzazione cattolica. In Italia una delle prime testimonianze proviene da Amina Mazzali, che nel libro di Ferruccio Pinotti intitolato Opus Dei segreta racconta di aver subìto, a 15 anni, una forte influenza proprio dalla cara Binetti, che all’epoca si occupava di reclutare ragazzine per la prelatura fondata da Josemarìa Escrivà, un integralista cattolico canonizzato dal simpatico Giovanni Paolo II:

Prima di essere ammessi all’istituto, era necessario sostenere un colloquio per stabilire le attitudini e le propensioni alla scelta del liceo e fu così che incontrai una numeraria dell’Opus Dei, tale Paola Binetti, psichiatra. […] Aveva una capacità di persuasione e di influenza psicologica davvero incredibili.

cilicioI numerari dell’Opus Dei, compresa Paola Binetti, seguono regole ben precise che non conviene violare. Ad esempio, dormono su una tavola di legno (solo le donne) e praticano la mortificazione corporale attraverso l’uso del cilicio e l’autoflagellazione con una disciplina. La loro giornata si svolge secondo un programma definito nei minimi dettagli, dal primo minuto di veglia all’ultimo, fatto di preghiera e penitenze varie; non è concesso uscire dalle residenza senza autorizzazione dei superiori. La famiglia di origine (chiamata così perché sostituita da quella dell’Opus Dei) diventa solo un fastidio e qualche ex membro racconta di non aver ottenuto l’autorizzazione per presenziare ad eventi importanti quali matrimoni e funerali. Come scritto chiaramente nelle testimonianze (ormai abbondano), i numerari non possono avere relazioni sentimentali di alcun tipo e spesso viene adottato il metodo del lavaggio del cervello affinché ciò non si verifichi. Chi invece non è ancora entrato definitivamente nell’Opus Dei deve ascoltare le previsioni catastrofiche di una possibile vita matrimoniale, così da prendere la strada opposta ed unirsi alla “famiglia” dell’organizzazione cattotalebana.

Ma le regole “spirituali” non bastano a raccontare la reale natura di questa organizzazione, che dai suoi  numerari – provenienti prevalentemente da famiglie benestanti – prende in donazione ogni bene materiale in loro possesso per poi appropriarsi, sempre con il “consenso” dei suoi membri, degli introiti provenienti dal loro impiego e che, grazie ad una fitta rete di conoscenze e di affari, non manca mai. La ricchezza dell’Opera di Dio è così vasta da poter costruire un grattacielo da 50 milioni di dollari nella metropoli più cara dell’Occidente, New York City… ed è solo la punta dell’iceberg.

I deviati, però, sono gli omosessuali.

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