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La Francia asseconda il Vaticano: no all’ambasciatore gay

Laurent Stefanini non sarà l’ambasciatore francese in Vaticano. Dopo un anno dalla proposta dell’Eliseo e conseguente opposizione dei vertici cattolici, la Francia rinuncia alla nomina del proprio rappresentante.

Laurent Stefanini

Laurent Stefanini

Designato dal capo dell’Eliseo all’inizio del 2015 per coprire il ruolo diplomatico vacante dal primo marzo 2014, il Vaticano si è rifiutato di convalidare la scelta dell’alto funzionario apertamente omosessuale, sebbene per consuetudine ciò non si sia mai verificato prima.

Per evitare la nomina ufficiale di Stefanini, i vertici dello Stato religioso hanno ignorato per oltre un anno la proposta dei francesi, evitando però di fornire qualsiasi tipo di chiarimento. Un modo d’agire che, tuttavia, vista la mancanza di precedenti, sembra essere strettamente legato all’orientamento sessuale della persona interessata dalla nomina. Interpretazione del resto mai smentita.

Il Papa – racconta Stefanini – non avrebbe nulla di personale contro di lui, tuttavia non ha apprezzato il passaggio parlamentare del matrimonio egualitario né la posizione “di forza” adottata dalla Francia nella scelta del proprio ambasciatore.

Dopo aver mantenuto salda la sua posizione fin dal gennaio dello scorso anno, François Hollande concede la vittoria al Vaticano assegnando al diplomatico un ruolo non meno importante, ossia quello di rappresentante presso l’UNESCO. La Francia non nominerà un nuovo ambasciatore prima del 2017.

Nel documento ufficiale sulla famiglia, rilasciato proprio in questi giorni, Papa Francesco conferma l’opposizione della dottrina cattolica alle unioni omosessuali, definendo queste ultime «lontane dal disegno di Dio». Paradossalmente, nello stesso testo si dichiara contrario alla discriminazione delle persone LGBTQ:

Circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia.

[…]

Si ribadisce che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.