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La Belle Saison, passione saffica tra campagna e città

la belle saisonL’atteso film di Catherine Corsini è finalmente arrivato sugli schermi per la gioia del pubblico femminile. Uscito ufficialmente nel mese di agosto 2015, La Belle Saison non ha goduto nell’immediatezza di una grande pubblicità né di una distribuzione adeguata, tuttavia sta guadagnando nel tempo un discreto posto nel cinema di nicchia, in particolare in ambito LGBT, ma – come solo i film francesi sono in grado di fare – senza mai essere apostrofato dal pubblico e dalla critica come “film lesbico” o “film saffico”.

La Belle Saison racconta la storia di Delphine, giovane ragazza nata e cresciuta in un ambiente rurale, che all’inizio degli anni ’70 decide di trasferirsi a Parigi per rendersi indipendente e dunque emanciparsi dal suo passato. Nella capitale francese entra per caso in contatto con un gruppo femminista, al quale presto si unisce portando avanti la battaglia politica in favore dell’aborto. Tra le donne di questo movimento politico spicca agli occhi della protagonista Carole; con lei nasce istantaneamente una particolare intesa, tuttavia percepita in modo diverso dalle due parti: Delphine è lesbica, con una relazione omosessuale alle spalle (terminata con il matrimonio combinato tra la sua ragazza e un contadino del posto), Carole invece è etero (almeno lo è fino ad un certo punto del film) e vive insieme al suo compagno, quest’ultimo destinato ad assistere alla rapida ascesa della passione tra le due donne.

Dal cinema francese non aspettatevi censure e mezze allusioni: il lavoro di Catherine Corsini non lascia spazio alle ambiguità e non fa sentire la mancanza di quella particolare sensualità che solo una relazione tra due donne può fornire. Le scene di passione – forti ed esplicite – non mancano, anzi, sono parte integrante di questa meravigliosa opera.

Incentivo alla visione de La Belle Saison sono le due attrici protagoniste, una decisamente nota al cinema francese, di fama internazionale, l’altra meno conosciuta ma che colleziona un successo dopo l’altro sia in ambito cinematografico che musicale. La prima è Cécile de France, vista nell’horror-thriller Alta tensione e che si appresta a vestire i panni di Sofia nell’attesa serie diretta da Paolo Sorrentino, Il giovane papa; la seconda è Izïa Higelin, attrice e musicista premiata con un César nel 2013 come migliore speranza femminile del cinema francese.

A proposito di Izïa Higelin, quest’ultima è in realtà subentrata nel progetto in seguito al ripensamento di Adèle Haenel, prima scelta della regista. Senza dubbio la sostituzione è stata motivo di delusione per una parte del pubblico, che attendeva da tempo il ritorno dell’attrice apertamente lesbica in un ruolo gay dopo l’indimenticabile Naissance des pieuvres (Water Lilies). In ogni caso, Higelin si rivela un’ottima scelta per il ruolo di Delphine e non fa rimpiangere in alcun modo la designazione principale.