John McCain contro la legge anti-gay della Russia di Putin

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John McCain

Vladimir Putin ha superato ogni limite promulgando la legge contro la propaganda gay. Questo è il pensiero di tutte le persone di buon senso, ma non così scontato quando si parla di repubblicani, conservatori e tradizionalisti.

E invece, una condanna all’ingiusta norma è arrivata anche dal senatore degli Stati Uniti John McCain, colui che nel 2009 sfidò Barack Obama nella corsa presidenziale. Le valutazioni negative nei confronti del provvedimento si trovano in un articolo pubblicato dal sito web Pravda.ru, dove McCain fa un’analisi critica dell’operato generale del dittatore Presidente russo, e afferma inoltre che «la Russia merita una persona migliore di Putin».

Vogliono codificare in legge la propria xenofobia.

Inaspettatamente il senatore condanna la legge di cui si parla ormai da tempo e che ha generato caos perfino nel mondo sportivo: nel 2014 si terranno a Sochi, in Russia, i Giochi olimpici invernali ai quali prenderanno parte molti atleti apertamente omosessuali (tra i tanti Anastasia Bucsis e Belle Brockhoff). Secondo quanto previsto dalla norma, gli stranieri responsabili del reato di “propaganda gay” (la definizione è così generica che potrebbe riferirsi a qualsiasi gesto innocuo) saranno prima arrestati e poi rispediti nel paese di provenienza.

A dire la verità, negli Stati Uniti John McCain non è esattamente conosciuto per il suo attivismo pro-LGBT. Sebbene eviti l’uso di un linguaggio estremo e tenti di argomentare la posizione contraria ai diritti degli omosessuali, il senatore rientra nel vasto gruppo di repubblicani che qualche anno fa lottò per evitare l’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell, la regola che impediva ai militari americani di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità.

Diversa invece è la posizione dei suoi più stretti familiari: la moglie Cindy e la figlia Meghan sono considerate da diversi anni alleate del movimento LGBTQ.

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