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“Genitori in blue jeans” e diritti LGBT: scontro tra attori

Chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90 non può non ricordare la serie tv Genitori in blue jeans (titolo originale Growing Pains), indimenticabile sitcom andata in onda dal 1985 al 1992 che vanta svariati “battesimi” professionali, tra cui Leonardo DiCaprio, Hilary Swank e Brad Pitt.

Genitori in blue jeans

Genitori in blue jeans

Il cast principale non ha avuto in seguito la stessa fortuna delle loro guest star, tuttavia negli ultimi tempi uno dei protagonisti è tornato alla ribalta conquistando l’attenzione dei media. Si tratta di Kirk Cameron, che dopo aver tentato senza successo di continuare la sua carriera di attore si è reinventato nelle vesti di predicatore cristiano, impegnato in una infinita crociata contro i diritti delle coppie omosessuali.

La battaglia dell’attivista religioso è notoriamente andata a farsi benedire il 26 giugno 2015, quando negli Stati Uniti la Corte Suprema (SCOTUS) ha messo fine ad un lungo dibattito iniziato anni prima e portato avanti a suon di cause, ricorsi, referendum e così via.

Tornando a Genitori in blue jeans, nonostante i suoi protagonisti siano passati in secondo piano è risaputo che grazie ai social network e in particolare a Twitter questi possano rimanere aggrappati al ricordo ancora vivo nella memoria dei trentenni di oggi, i quali – in occasione di alcune discutibili dichiarazioni di Kirk Cameron sull’omosessualità – hanno chiesto a Tracey Gold (Carol nel telefilm) cosa ne pensasse delle affermazioni del suo ex fratello televisivo.

Dalla sua risposta ne è nato un vero e proprio caso mediatico, una lite con il “fratello” proprio come ai tempi di Genitori in blue jeans. Ospite di una puntata speciale di Oprah: Where Are They Now?, Gold ha voluto chiarire e mettere fine alla discussione:

Mi è stato chiesto su Twitter. Ero bombardata dalle domande: «Cosa ne pensi, cosa ne pensi, cosa ne pensi?». Sentivo che il mio silenzio in quel momento non sarebbe stato giusto, così ho semplicemente reso pubblica la mia opinione, cioè che il matrimonio e l’amore sono per tutti.

La dichiarazione ha creato un po’ di movimento mediatico, così alla fine ho deciso di chiamare Kirk Cameron per dirgli che non c’era nulla contro di lui, che ho solo risposto ad una domanda esprimendo la mia posizione.

Non vuol dire che io lo odi, che stiamo litigando o che ne è nato uno scontro. Semplicemente abbiamo opinioni diverse.