Facebook chiede scusa per la rimozione di un bacio gay

Dopo l’ennesima decisione discutibile da parte di Facebook di sospendere l’account di un utente per aver postato la foto di un bacio tra due donne, l’azienda statunitense ammette l’errore e si scusa con Carlotta Trevisan, una 28enne italiana alleata eterosessuale della comunità LGBTI che in segno di solidarietà ha pubblicato la “scandalosa” immagine nella Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia.

L'immagine che «viola gli standard della comunità»
L’immagine che «viola gli standard della comunità»

La pubblicazione della suddetta foto deve aver scatenato un po’ di malumore tra gli utenti bigotti, i quali hanno segnalato con prontezza al social network che a sua volta ha prontamente inviato un ammonimento con annessa richiesta di rimozione. Essendo l’immagine totalmente pudica e priva di un qualsiasi elemento volgare, la donna ha respinto l’invito al mittente e si è ritrovata nel giro di qualche ora con l’account sospeso.

Non si tratta del primo caso simile, al contrario sono numerosi gli episodi che hanno visto la sospensione di profili “colpevoli” di aver postato foto di baci omosessuali, seppur privi di pornografia e volgarità. Una delle vicende più recenti riguarda un utente indiano che aveva deciso di pubblicare l’immagine di un bacio tra uomini per protestare contro la decisione della Corte Suprema dell’India di ripristinare il reato di omosessualità.

Facebook, come scritto prima, ha poi fatto un passo indietro chiedendo scusa e ripristinando l’account di Trevisan:

Nel tentativo di dare risposta rapida alle segnalazioni ricevute, il team competente deve occuparsi di moltissimi casi ogni settimana e – come immaginabile – occasionalmente si compiono alcuni errori che causano il blocco di contenuti regolari. Comprendiamo il fastidio delle persone.

Una risposta accettabile che tuttavia non chiarisce le politiche del social network in tema di omofobia e transfobia: fin dall’inizio della sua attività, Facebook ospita numerosi gruppi che incitano all’odio e alla violenza ai danni delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Puntualmente segnalati, tali gruppi non sembrano violare gli “standard della comunità”, molto restrittivi – anche se erroneamente – quando si tratta del tema LGBTI.

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