Coppia lesbica avvia una causa per potersi sposare

Tehresa Volpe e Mecedes Santos

Quando Theresa Volpe e Mercedes Santos hanno chiesto in Illinois la licenza per sposarsi, l’impiegato della Cook County ha invece suggerito l’unione civile, raccontano le donne. Ma la coppia è già unita civilmente, così l’impiegato si è girato verso un collega e ha detto «Vogliono un potenziamento». Volpe e Santos, che vivono insieme da 20 anni e hanno figli, non possono unirsi in matrimonio a causa di una legge che limita tale istituzione ad un uomo e una donna.

L’espressione utilizzata dall’impiegato spiega molto bene quale sia la nostra condizione, ossia quella di un’unione di minore importanza.

Lo scorso anno, il governatore Pat Quinn firmò la legge che ha legalizzato le unioni civili per le coppie gay e lesbiche. Ma le due donne credono che non sia abbastanza e così, insieme a decine di coppie omosessuali, hanno avviato una causa contro la contea contestando il rifiuto – a loro parere incostituzionale – da parte dell’Ufficio competente. L’azione legale è stata promossa dalla American Civil Liberties Union of Illinois e dalla Lambda Legal, uno studio legale associato che si occupa della protezione dei diritti LGBT.

Le due cittadine americane affermano che le unioni civili non sono un’alternativa al matrimonio e che i figli non dovrebbero ritrovarsi continuamente nella condizione di dover spiegare a chi lo chiede, in cosa consiste il tipo di unione tra le loro madri.

Intanto il Parlamento dello Stato federato sta prendendo in considerazione una legge che possa revocare la definizione attuale di matrimonio: lo stesso governatore Pat Quinn ha affermato recentemente di essere favorevole all’equiparazione delle unioni tra persone dello stesso sesso.

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