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Comunità LGBT: la più unita nel sostegno a Hillary Clinton

LGBT:  solo 1 su 7 ha votato per Donald Trump

Il New York Times ha pubblicato i risultati di un exit poll su base nazionale con un campione di oltre 24mila elettori da 350 seggi elettorali sparsi sul territorio americano. Secondo i dati raccolti, la comunità LGBTQ ha appoggiato in massa la candidata democratica Hillary Clinton.

Il 78% dei votanti gay, lesbiche, bisessuali e trangender avrebbe votato per l’ex Segretario di Stato, mentre il supporto a Donald Trump si fermerebbe al 14%.

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Stando al sondaggio del NYT, quella LGBTQ è risultata essere la comunità più unita nel sostegno alla Clinton. I numeri mostrano inoltre un netto distacco dello stesso gruppo rispetto al Partito Repubblicano, che in ogni caso si è sempre presentato ad elezioni con candidati contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso e in generale ai diritti civili delle minoranze.

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Nel 2008 Barack Obama raccolse il 70% dei voti LGBT, John McCain il 27%. Nella successiva tornata elettorale, nel 2012, il leader democratico ottene il 76% delle preferenze espresse da omosessuali, bisessuali e transessuali, il suo sfidante Mitt Romney il 22%.

Comunità LGBT e Partito Repubblicano

Visti i precedenti, sembra evidente come il fattore Donald Trump non possa essere la sola causa ad aver determinato il collasso delle preferenze LGBTQ nei confronti del GOP.

All’origine della disaffezione vi è un programma che mira sempre di più alla salvaguardia del diritto alla discriminazione contro omosessuali e transessuali. Al centro del dibattito  vi è il documento approvato dalla Republican Platform agli inizi del 2016, all’interno del quale viene confermato l’appoggio alle cosiddette terapie riparative nonché il contrasto alla formazione di famiglie omogenitoriali.

Mike Pence e Donald Trump

Mike Pence e Donald Trump

Programma del resto accolto pienamente dallo stesso Trump, pronto a firmare il First Amendment Defence Act al fine di tutelare le discriminazioni mosse da motivi religiosi. Il miliardario newyorchese ha inoltre promesso la nomina di un ultraconservatore alla Corte Suprema per mettere fine al matrimonio egualitario.

Ancor meno rassicurante appare il vice-presidente Mike Pence, che da governatore annunciò l’idea di eliminare i fondi per la ricerca e la prevenzione del virus HIV e di destinarli invece alla “cura gay”.