Bud Light come Starbucks: rischia per sostenere i diritti

bud light equalityL’azienda che produce Bud Light, uno dei marchi di birra più venduti negli Stati Uniti, ha appoggiato pubblicamente i diritti LGBTQ pubblicando sul proprio profilo Facebook il simbolo dell’uguaglianza adottato dalla Human Rights Campaign in occasione dell’imminente giudizio della Corte Suprema sulla costituzionalità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.

La versione modificata del logo (il simbolo “=” è formato da lattine di birra) ha ottenuto 34.000 “mi piace” e 1.400 commenti nel giro di appena 15 ore. Nonostante l’apparente successo dell’iniziativa, non tutti i consumatori hanno apprezzato, contestando il “coming out” e minacciando il boicotaggio del marchio:

Avrete il matrimonio gay solo se un uomo gay sposa una donna lesbica. Tutto il resto è sbagliato e va contro il volere di Dio.

Ai credenti cristiani dico che l’omosessualità è un peccato, è scritto più volte nella Bibbia. Astenetevi dal praticare per l’amore di Dio e verso il prossimo.

Grazie Bud Light per avermi fatto notare che siete corrotti come il resto del mondo. Vi tiro fuori dal mio frigo!

Bevo religiosamente Bud Light da 15 anni. Non accadrà più.

Senza dubbio si è trattata di una scelta coraggiosa, che non necessariamente (o quasi sicuramente) porterà alla perdita di qualche punto nel bilancio: Starbucks ha subìto un calo di vendite in seguito alla dichiarazione di sostegno ai diritti LGBT. Ma, come spiegato dall’amministratore delegato della catena americana, «non tutte le decisioni possono basarsi sui ricavi».

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