Bergoglio invita i vescovi a parlare contro le leggi LGBT

advocate bergoglioUn “buonasera” ed un crocifisso di ferro. Tanto è bastato a Jorge Mario Bergoglio alias Papa Francesco per conquistare la simpatia di credenti, pseudo-credenti e atei. La campagna di marketing – ora affidata alla McKinsey & Company –  ha ottenuto un clamoroso consenso portando il volto del successore di Ratzinger sulla copertina del Time, dove è stato incoronato “Uomo dell’anno”, e addirittura su quella della rivista di cultura omosessuale The Advocate, che ha deciso di assegnargli lo stesso titolo e di utilizzare Photoshop per stampare un vistoso NOH8 (slogan di una nota campagna contro l’omofobia) sulla guancia del malcapitato.

In effetti dopo la sua ormai celebre frase «Chi sono io per giudicare i gay», il Pontefice potrebbe realmente fare la differenza, rappresentare l’arrivo di quel cambiamento tanto auspicato dagli stessi fedeli cattolici (ma forse non in tema di diritti LGBTQ) e dagli atei costretti a vivere in una società solo formalmente laica. A cadere nello stato di adorazione sono personaggi insospettabili, omosessuali e transessuali, non credenti e anti-clericali, trasformati in uno schiocco di dita in fervidi sostenitori del Papa: lui può cambiare le cose, lui è diverso, lui, lui, lui.

Il punto è che Bergoglio è un gran furbo, delega il lavoro sporco ai suoi sottoposti tentando di cancellare il recente passato che lo ha visto pronunciare alcune delle frasi più intolleranti degli ultimi anni, paragonabili solo a quelle di un leghista qualunque, di un Giovanardi o di una numeraria a caso dell’Opus Dei che siede in Parlamento. Nel 2010, quando l’Argentina di Cristina Kirchner si apprestava ad approvare le unioni tra persone dello stesso sesso, l’adorabile Francesco sentenziò:

È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.

Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.

La definizione di «tentativo distruttivo del disegno di Dio» e «strumento del padre della menzogna» non è però bastato a sciogliere l’illusione dei credenti e dei creduloni, ancora attaccati alle parole rivoluzionarie – giunte perfino a descrivere il denaro come «sterco del demonio»… del quale tuttavia Papa Francesco è sommerso a spese dei cittadini italiani.

È di ieri la notizia diramata dal Sunday Times of Malta, attraverso le cui pagine il vescovo maltese Charles Scicluna mette al corrente dello stato di shock del Pontefice di fronte alla proposta legislativa depositata presso il Parlamento dell’isola per permettere alle coppie omosessuali di adottare. Secondo il racconto di Scicluna, il Papa – oltre ad esprimere la sua preoccupazione – avrebbe invitato l’esponente cattolico ad assumere una posizione chiara contro il provvedimento. La Santa Sede non smentisce le dichiarazioni del vescovo.

Insomma, la tattica è praticamente la seguente: io accalappio tutti, belli e brutti, e voi sottoposti fate il lavoro sporco. In questo modo il marketing della Chiesa cattolica è assicurato, Bergoglio vende e intanto i suoi subordinati si assumono il peso di essere degli haters, ossia di predicare la Bibbia.

Possiamo quindi dire con sicurezza che The Advocate, una delle più importanti riviste LGBTQ americane, con la copertina dedicata alla “Persona dell’anno 2013” ha preso una di quelle tranvate difficilmente replicabili. Ad essere d’accordo è anche Autostraddle, che risponde alla figuraccia della rivista con dieci nomi – tutti femminili – che su quelle pagine avrebbero avuto più senso:

  • Edie Windsor (attivista LGBT)
  • Laverne Cox (attrice, attivista transessuale)
  • Raven Symoné (attrice)
  • Sally Ride (astronauta)
  • CeCe McDonald (attivista transessuale, detenuta)
  • Brittney Griner (cestista WNBA)
  • Kate McKinnon (imitatrice e comica del Saturday Night Live)
  • Fallon Fox (lottatrice MMA)
  • Mary Lambert (musicista)
  • Diana Nyad (nuotatrice)
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Un commento su “Bergoglio invita i vescovi a parlare contro le leggi LGBT

  1. Enrico Trinchero il said:

    Prima di scrive certi commenti accendi il cervello sempre che dio ti abbia dotato il che lo dubito fortemente .Detto ciò vai tu a fare il papà se sei così preparato

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