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Regno Unito inondato a causa delle tazze gay di Stonewall

Ancora una volta il Regno Unito si trova ad affrontare le alluvioni che hanno causato gravi danni e disagi in diverse zone del paese, capitale compresa. Nel mirino delle critiche non può che esserci il Primo Ministro David Cameron, anche in questa occasione accusato di aver contribuito in modo indiretto alle conseguenze della situazione climatica.

Ian Liddell-Grainger

Ian Liddell-Grainger

In che modo? Appoggiando i diritti degli omosessuali e le iniziative delle associazioni LGBTQ.

Il mese scorso fu un esponente del partito UK Indipendence Party a muovere le accuse nei confronti del conservatore Cameron; quella volta, però, le argomentazioni erano a sfondo religioso e si parlava di punizioni divine contro il Regno Unito per aver approvato i matrimoni gay.

Oggi a criticare il Primo Ministro attraverso le pagine del quotidiano The Mail è Ian Liddell Grainger – membro dello stesso partito di Cameron, il Conservative Party – il quale tenta di esporre argomentazioni meno mistiche, di natura amministrativa, ma pur sempre legate alla questione LGBT.

Secondo il parlamentare, ad aggravare i danni dell’alluvione è stata l’erogazione di fondi in favore del Gay Pride e delle tazze di Stonewall per la campagna Some People Are Gay, Get Over It, somma che invece il Governo avrebbe dovuto utilizzare per l’acquisto di sacchi di sabbia per la prevenzione dei danni.

Una responsabilità particolare va attribuita a Lord Smith of Finsbury, il primo membro del Governo ad aver dichiarato apertamente di essere omosessuale. L’agenzia per l’ambiente – afferma Liddell Grainger – ha speso sotto la guida del Lord ben 639 sterline per la produzione delle tazze incriminate: con la stessa crifra – afferma Liddell Grainger – potevano essere acquistati 250 sacchi di sabbia.

Sotto accusa è anche la somma di denaro (30.000 sterline) stanziata dalla stessa agenzia in favore del Birmingham Pride – anno 2009. Lord Smith – continua il conservatore – è inoltre responsabile dell’acquisto di alcune t-shirt indossate dai membri dello staff in occasione dei Pride.

  • Michael Dallera

    Non sanno più dove andare ad attaccarsi hahahaha povero mondo