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Adèle Haenel: «Sono poco femminile? Non mi interessa»

Adèle Haenel è nel pieno della sua forma e vale la pena tornare a parlare di lei dopo le recenti affermazioni che le hanno causato qualche fastidio, soprattutto da parte dei «maschi bianchi» che è stanca di vedere al cinema.

Benché non ami apparire se non nei film che la vedono impegnata, l’attrice francese concede qualche intervista in occasione dell’imminente uscita del film di Léa Fehner, Les Ogres.

Già dall’introduzione dell’articolo apparso su Madame Figaro possiamo intuire il tenore dei contenuti, con la descrizione di una Adèle Haenel che – dopo essere stata fotografata per la rivista – si mette immediatamente alla ricerca di salviette struccanti sottolineando quanto il make-up sia estraneo alla sua quotidianità.

Adèle Haenel su Madame Figaro

Nonostante la sua lunga carriera, il giornalista fa notare alla 27enne che il vero successo – quello che l’ha resa nota al pubblico francese – è arrivato improvvisamente nel 2014 con l’uscita di Les Combattants. «È vero – spiega Adèle – le proposte sono aumentate, ma il successo non ha cambiato nulla nella mia vita e continuerò sempre a seguire la stessa linea».

Non mi va di invadere lo spazio pubblico, non corro dietro la pubblicità. Faccio cinema per raccontare qualcosa, credo che i film abbiano il compito di dare voce alla propria epoca.

Dopo aver parlato del ruolo occupato dalle donne all’interno di una società maschilista che si riflette anche nel mondo dello spettacolo, l’intervistatore ritiene opportuno ricordare all’attrice di come venga spesso definita poco femminile e addirittura virile. La risposta di Adèle Haenel è calzante:

Vorrei che qualcuno mi spieghi il motivo per cui si debba continuamente etichettare le persone. Per essere una donna dovrei essere femminile? Per me, è ridondante. Non recito nessun ruolo, non assumo nessun atteggiamento: sono semplicemente me stessa. Ciò che la gente pensa di me non mi infastidisce: siete liberi di avere le vostre opinioni, non è un mio problema.

Evidentemente non soddisfatto, il giornalista di Madame Figaro sottolinea nuovamente la differenza abissale che intercorre tra lei e le colleghe da red carpet – e, ancora una volta, ottiene una risposta perfetta:

Non potrei mai essere contraria ad altri tipi di donne, ognuno in fondo vive con la propria verità interiore. Ma, ripeto, non voglio commentare qualcosa che scappa totalmente dalla mia percezione: il giudizio altrui.

La protagonista del primo lungometraggio di Céline Sciamma (oggi sua compagna di vita) ha più volte girato scene di nudo nel corso dell’intensa carriera cinematografica. Alla domanda di Madame Figaro sul rapporto che ha con le suddette scene, Adèle risponde:

C’è una doppia morale, che può essere quella della società o del pubblico cinematografico: chiedono a noi attrici di spogliarci e allo stesso tempo di sentirci in colpa per averlo fatto. No, cari ragazzi, non mi sentirò in colpa affinché voi possiate sentirvi pienamente soddisfatti per avermi fatto occupare il ruolo della puttana o della donna perbene. L’impegno che prendo nei confronti di un film è ben più grande di questa dinamica.

E poi il colpo finale. Il giornalista dice: «Questo è il suo lato femminista…», e lei:

Non ho un lato femminista. Io sono femminista.